Apex Legends

Battle royale Free to Play - Dagli autori di Titanfall, un titolo che si è imposto direttamente ai vertici della categoria

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In breve...

Sviluppato dai talentuosi ragazzi di Respawn Entertainment, gli autori di Titanfall e i cui fondatori hanno contribuito a creare la saga di Call of Duty per come la conosciamo oggi, Apex Legends è la risposta di Electronic Arts al fenomeno dei titoli battle royale, prepotentemente sulla cresta dell’onda durante i tempi recenti.

Adottando alcuni accorgimenti semplici ma tremendamente efficaci, il gioco riesce a distaccarsi nettamente dall’offerta ludica proposta dalla concorrenza, ergendosi attraverso un’impalcatura pregna di personalità propria e con un gameplay fortemente basato sul gioco di squadra, in cui la coordinazione occhio-mano e la propria abilità di shooting contano tanto quanto la pianificazione strategica delle proprie mosse.

Mosso da un Source Engine in stato di grazia, per quanto spremuto al massimo, il gioco si presenta egregiamente anche dal punto di vista visivo, offrendo una mappa di gioco ispirata, personaggi carismatici e ben realizzati ed una mappa di gioco evocativa e ricca di dettagli.

➔ Punti principali:

  • Battle royale ambientato nell'universo di Titanfall.
  • Personaggi con abilità uniche.
  • Gameplay fortemente cooperativo che premia il gioco di squadra.
  • Graficamente ottimo e leggere da far girare.

Recensione completa

Sbucato letteralmente dal nulla, con un annuncio a sorpresa preceduto solo da qualche leak e da un enigmatico teaser trasmesso su Twitch, Apex Legends si è da subito imposto come uno dei pesi massimi all’interno dell’ormai affermato genere dei cosiddetti battle royale, andando a scomodare nomi del calibro di Fortnite e PUBG.
A ridosso dell’imminente Stagione 2 del gioco, che dovrebbe venir annunciata a breve, il gioco ha perso un po’ in termini di utenza rispetto a quando fu lanciato durante lo scorso mese di Febbraio, nonostante il numero di giocatori presenti sui server quotidianamente sia ancora elevatissimo.
Ora che gli entusiasmi, talvolta anche piuttosto estremi, che hanno accompagnato il lancio del gioco sono naturalmente scomparsi, è il momento di tirare le somme, decretando se il titolo di Respawn Entertainment sia un titolo effettivamente meritevole o solamente un fuoco di paglia destinato a spegnersi.

Tra la bolgia

Qualche tempo fa, grazie allo stratosferico successo di PUBG prima e soprattutto quello di Fortnite dopo, il/la genere/modalità battle royale aveva raggiunto livelli di popolarità tali da far pensare, erroneamente, che sviluppare titoli rientranti in questa categorizzazione avrebbe portato incassi facili nelle tasche degli sviluppatori, ormai saliti sul carro del vincitore con la consapevolezza di aver trovato la gallina dalle uova d’oro.
Purtroppo, i fatti smentirono questa convinzione e non furono pochi i giochi che, pur presentando una discreta qualità, fallirono rovinosamente nel loro tentativo di ritagliarsi uno spazio proprio, spesso portando anche gravi danni economici alle relative software house.
In uno scenario assolutamente dominato da pochi e invincibili giganti, dunque, appariva assai rischioso investire in un battle royale ma, nel caso di Apex Legends, le cose andarono piuttosto bene e, con tutta certezza, i motivi del successo del gioco di Respawn Entertainment sono da ricercare nelle profonde ma significative differenze con la concorrenza.

Octane è il nuovo personaggio introdotto con la Stagione 1


Il mio nome è Apex Legends, e sono qui per restare!

A livello prettamente generale, Apex Legends presenta molte similitudine con Fortnite, PUBG e battle royale vari; si parte in tanti, 60 giocatori nel caso di Apex, e ci si catapulta su una mappa di gioco dalle dimensioni piuttosto generose, consapevoli che armi ed equipaggiamento andranno ricercati direttamente sul campo e che solamente una squadra uscirà vittoriosa dalla partita, sottostando alle esponenziali limitazioni di una mappa di gioco che si fa via via più piccola, costringendo i giocatori allo scontro.

Appoggiate su questo strato comune, però, i designer in soldo ad Electronic Arts hanno implementato nel gioco alcune meccaniche che, a conti fatti, rendono estremamente interessante la gestione anche tattica delle partite, diminuendo enormemente il fattore casuale molto sentito, ad esempio, in Fortnite, e concorrendo ad elevare il livello strategico dei match.
Innanzitutto, nonostante si fosse vociferato di una possibile integrazione delle stesse, Apex Legends non prevede la possibilità di giocare in modalità singolo o in coppia, preferendo lo svolgimento di partite interamente disputate da 20 squadre di 3 giocatori ciascuna.
Ripescando le idee vincenti di altri shooter più tradizionali, poi, i personaggi utilizzati dai giocatori non sono semplici modelli tutti uguali tra loro e differenziati unicamente dalla skin applicata ma, al contrario, ognuno di essi presenta abilità e stile di gioco ben differenziati, aprendo le porte a innumerevoli strategie di squadra possibili con una adeguata coordinazione con i propri compagni.
Ognuno dei 9 personaggi presenti, incluso Octane, introdotto contemporaneamente all’inizio della prima Stagione di gioco, possiede un totale di 3 abilità differenti, una passiva, una attivabile e che necessiterà di un apposito tempo di ricarica ed una abilità ‘ultimate’, particolarmente potente e anch’essa soggetta a cooldown.
In linea di massima, sulla base delle loro peculiarità, le varie Leggende (dal nome stesso del gioco) sono classificate in offensive, difensive e di supporto e starà ai giocatori coordinarsi al meglio per cercare di formare un trio il più bilanciato possibile.

Ognuno di essi [i personaggi NDR] presenta abilità e stile di gioco ben differenziati

In merito alla coordinazione, poi, il team di sviluppo è stato in grado di integrare alla perfezione un apposito sistema di ‘marcatura’ che permetterà di evidenziare al volo nemici, oggetti o punti di interesse, facendo capire istantaneamente ai nostri compagni di squadra quali sono le nostre intenzioni.
Per quanto la chat vocale resti comunque la prima scelta per coloro che vogliono cooperare col massimo dell’efficienza, il modo in cui sono stato implementati nel gioco i classici ‘ping’ è davvero funzionale ed intuitivo e risulterà particolarmente utile in quelle situazioni in cui, magari per problemi di lingua, si sarà impossibilitati a dialogare vocalmente con i nostri compagni.

Tra le abilità di Pathfinder c'è anche un pratico rampino


Reminiscenze titaniche

Una sorta di regola aurea, non scritta ma comunque adottata dalla quasi totalità dei battle royale esistenti, è il fatto che una volta eliminati si è fuori dalla partita in maniera permanente e, per ricominciare a giocare, l’unica via possibile è quella di tornare in matchmaking e attendere l’inizio di un nuovo match.
Sovvertendo questo principio, in Apex Legends è possibile far respawnare i propri compagni di squadra caduti in battaglia, cosa che spinge i giocatori a non uscire istintivamente dalla partita una volta morti e che incentiva ancor di più l’affiatamento tra i membri del team.
Recuperando l’apposito badge lasciato sul terreno dai nostri compagni defunti e portandolo verso apposite stazioni presenti sulla mappa, infatti, i membri del nostro team verranno riportati in vita, seppur sprovvisti di equipaggiamento.
Le implicazioni di tale possibilità sono piuttosto importanti, dal momento che rende ipoteticamente possibile una rimonta dopo che anche due membri della squadra saranno stati uccisi, col gioco che premierà anche l’abilità di saper riconoscere quando approcciare il nemico e quando optare invece per una ritirata strategica.

Il team di sviluppo è stato in grado di integrare alla perfezione un apposito sistema di ‘marcatura’

Nato da una costola del franchise di Titanfall (il gioco è infatti ambientato nel medesimo universo narrativo), Apex Legends ne condivide parecchi aspetti, dall’aspetto visivo, a causa del medesimo engine e di vari asset riutilizzati, al feeling generale quando si preme il grilletto con un’arma da fuoco.
Addirittura, diverse armi presenti nel gioco sono le stesse che i fan dell’epopea a base di titani avranno già conosciuto e, salvo qualche piccolo cambiamento fatto nel nome del bilanciamento, quest’ultimi si sentiranno subito a loro agio.
Tutti gli altri possono invece aspettarsi l’impiego di armi originali ma non proprio realistiche dal punto di vista estetico e funzionale, nonostante il gunplay si riveli ottimo e le sparatorie, a causa dell’elevatissimo time to kill, premieranno sia la mira che la micro-gestione di ogni singolo scontro a fuoco.

Source, ci si rivede!

Utilizzando una versione tirata al massimo dell’ormai anzianotto Source Engine, Apex Legends è probabilmente uno dei battle royale attualmente disponibili più belli da vedere.
Forte anche di una direzione artistica discretamente ispirata e di un design generale della mappa ben fatto, che ingloba all’interno di una maxi ambientazione tanti piccoli ecosistemi e biomi a loro stanti, il gioco di Respawn Entertainment si presenta in forma smagliante, con il non sorvolabile bonus di essere perfettamente abbordabile anche da configurazioni dotate di un hardware non proprio recentissimo.

La visibilità di fondo è parecchio elevata


Essendo Apex Legends un titolo totalmente free to play, non potevano mancare al suo interno diversi tipi di microtransazioni, indispensabili per offrire al team di sviluppo e al publisher un adeguato compenso economico.
Fortunatamente, da questo punto di vista il modello Fortnite ha prevalso e, benché sia possibile acquistare con denaro reale un grande quantitativo di articoli differenti (skin di vario tipo, pose e amenità assortite), nulla presente all’interno del negozio esce dai canoni dell’oggettistica prettamente estetica.
Sempre sul filone di quanto fatto da Epic Games, il team di sviluppo del gioco ha poi introdotto nel titolo il cosiddetto Pass Battaglia, per ora fermo alla Stagione 1, che permette di ottenere, in cambio di 950 Monete Apex (circa 10€), più di 100 oggetti estetici esclusivi salendo di livello.
Anche in questo caso, il rischio del pay to win è del tutto scongiurato, anche in virtù della possibilità di acquistare articoli per la personalizzazione direttamente con la valuta in-game accumulata nel corso delle partite.

Apex Legends è probabilmente uno dei battle royale attualmente disponibili più belli da vedere

Dov’è il mio supporto?

Ad un battle royale che si è imposto fin da subito come uno dei migliori esponenti del genere presenti sulla piazza, ad oggi, dopo qualche mese dal suo debutto ufficiale, l’unico vero rimprovero che gli si può fare è quello di non essere stato supportato contenutisticamente nel migliore dei modi.
Nonostante non siano mancate patch e correzioni, infatti, la community ha più volte dimostrato di essere affamata di novità concrete che, al momento, sono arrivate unicamente sottoforma di Octane, la nuova Leggenda introdotta con la prima stagione di gioco; troppo poco se consideriamo l’ottimo lavoro svolto dalla concorrenza.

Da questo punto di vista, Fortnite ha infatti fatto scuola, con Epic Games che rimpolpa il proprio gioco a cadenza praticamente settimanale, con modalità, sfide, eventi cross-over e sorprese sempre nuove in grado di tenere perpetuamente incollata allo schermo la propria community.
Almeno teoricamente, EA sembra aver ascoltato i feedback dei propri giocatori e, si spera, la Stagione 2 del gioco, che dovrebbe venir svelata a breve, introdurrà nel titolo numerose e gradite novità.
Fino ad allora, tuttavia, il gioco continuerà a sentire il peso della mancanza di nuovi contenuti.

La mappa di gioco racchiude al suo interno tante micro-sezioni


Conclusioni

In definitiva, il battle royale di Respawn Entertainment si dimostra come una delle migliori esperienze di questo genere disponibili sul mercato, con nulla da invidiare alla formula ludica proposta dai suoi diretti concorrenti.
Ad un gunplay sempre soddisfacente, derivato dall’evidente dimestichezza del team di sviluppo col genere shooter, si affianca un’interpretazione del genere battle royale assolutamente impeccabile, che ha preso il meglio dai diretti concorrenti per poi affinare ulteriormente il tutto con meccaniche studiate a puntino per Apex.
Il risultato è un titolo solido, fortemente incentrato sul gioco di squadra e sull’abilità di saper sfruttare al momento giusto le peculiarità di ogni personaggio.
Al momento, l’unica vera sfida con cui dovrà confrontarsi il team di sviluppo sarà quella di supportare adeguatamente il gioco, proponendo a cadenza regolare nuovi ed interessanti contenuti che sono finora mancati, pena il far risultare stantio il gioco che, al momento, non offre nessuna vera sfida se non quella di trionfare nelle partite per la sola soddisfazione di aver vinto.

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Grafica: full 3D
PvP: match o duelli PvP
Influenza cash shop: basso
Exp rate: medio

Originalità
Con alcune meccaniche a dir poco interessanti, come la possibilità di far respawnare i propri compagni, Apex Legends ha reinterpretato il genere dei battle royale in maniera estremamente efficace

Cosa Ci È Piaciuto..

Ottima interpretazione del genere

Componente casuale ridotta

Più strategico della concorrenza

Tecnicamente ottimo

.. e cosa no

Il supporto a lungo termine è ancora tutto da verificare

Non adatto a chi preferisce giocare in solo


Divertimento
4.0 out of 5
Community
4.0 out of 5
Grafica
4.0 out of 5
7,8
Da Provare

Review summary

  1. Tra la bolgia
  2. Il mio nome è Apex Legends, e sono qui per restare!
  3. Reminiscenze titaniche
  4. Source, ci si rivede!
  5. Dov’è il mio supporto?
  6. Conclusioni

Cosa ci è piaciuto..

Ottima interpretazione del genere
Componente casuale ridotta
Più strategico della concorrenza
Tecnicamente ottimo

.. e cosa no

Il supporto a lungo termine è ancora tutto da verificare
Non adatto a chi preferisce giocare in solo
7,8
Grafica - 80 / 100
Divertimento - 80 / 100
Longevità - 80 / 100
Originalità - 80 / 100
Community - 80 / 100

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