A breve le lootbox dovranno specificare le probabilità di ottenere gli oggetti


Ancora oggetto di un acceso dibattito, quello delle lootbox è un argomento che non sembra destinato ad esaurirsi tanto presto; come ricorderete, per un motivo o per un altro, su queste pagine abbiamo avuto di parlare di esse a più riprese e, ancora una volta, l’oggetto di discussione verte attorno alla loro natura borderline.

A questo giro, tuttavia, la questione sembra avere compiuto dei decisi passi avanti, dal momento che la regolamentazione delle stesse, non tanto dal punto di vista legislativo ma da quello “imposto” dai diversi publisher, sembra essere imminente.
Recentemente, infatti, l’Entertainment Software Association ha ufficializzato come Microsoft, Sony e Nintendo abbiano siglato un accordo che, in buona sostanza, renderà obbligatorio esprimere a chiare lettere quale sarà la probabilità di trovare un determinato tipo di oggetto all’interno delle varie casse premio.
Questo provvedimento, che è stato sottoscritto anche da altri numerosi publisher, non sarà retroattivo ma renderà di fatto obbligatorio per ogni gioco futuro contenente loot box rendere manifeste le percentuali di “drop” degli item sbloccabili.

In questi ultimi tempi, quindi, sembra proprio che il mercato si stia spingendo in direzione contraria a quella verso cui le loot box si sono sempre mosse.
Recentemente, infatti, gli sviluppatori di Psyonix hanno deciso di rimuovere in toto le loot box dal loro Rocket League, mentre software house quali THQ Nordic ed Epic Games non si sono risparmiate parole al fulmicotone nei confronti delle casse premio.

Nel frattempo, mentre una falla sembra essere in procinto di venir chiusa, alcuni squarci del passato tornano prepotentemente a galla, come avvenuto durante il recente panel della Federal Trade Commission che ha portato alla luce una dinamica che sembra essere abbastanza diffusa tra le compagni di videogiochi.
In poche parole, molti publisher modificherebbero in maniera artificiosa, a scopi commerciali e promozionali, le probabilità di trovare oggetti rari o particolarmente ricercati nelle loot box aperte dagli streamer e dagli influencer. Non sappiamo se questa pratica, pur essendo palesemente poco trasparente nei confronti dell’utenza, possa essere in qualche modo considerata “truffaldina”, fatto sta che l’attenzione posta attorno al fenomeno sta crescendo sempre di più negli ultimi tempi, con la situazione che sembra essere diventata un vero e proprio campo minato per tutti quei publisher che hanno fatto delle casse premio un importante fonte di sostentamento.

La rubrica

Spazio dedicato a tutte quelle news inerenti il mondo dei giochi MMO e dei giochi online free to play, che non si riferiscono ad uno in particolare dei giochi recensiti su AreaMMO.it, ad un genere specifico o ad altre rubriche in particolare.

Social network

N.D

Pubblicità