Conan Exiles: Survival MMO nell'universo di Conan


Conan Exiles è una delle uscite più attese del 2017.
Prodotto da Funcom, developer norvegese che conosciamo soprattutto grazie ai MMORPG Age of Conan e The Secret World, Conan Exiles è un gioco MMO "survival" attualmente in accesso anticipato su Steam, dove è disponibile dal 31 Gennaio. Siamo andati a dargli un'occhiata da vicino grazie al nostro youtuber Nightfall, e queste sono le sue prime impressioni.

NOTA BENE: A differenza della maggior parte dei giochi che trattiamo su AreaMMO, Conan Exiles è un buy-to-play che richiede un acquisto prima di poter essere giocato.


Indubbiamente i trailer e le varie live stream degli sviluppatori, girate nei mesi passati, ci avevano molto colpito.
Conan Exiles pareva un gioco molto maturo: ricco di meccaniche prese da altri esponenti del genere, ma anche capace di saper introdurre novità e spunti interessanti per il mondo dei survival.

Benvenuti nel mondo di Conan!

Ora che ho provato il gioco posso dire che queste impressioni erano fondamentalmente corrette: Conan Exiles ha tutte le potenzialità per diventare un grandissimo gioco al pari di titoli quali Ark o Rust (giusto per citarne due), soprattutto se gli sviluppatori riusciranno a correggere in questi mesi gli immancabili difetti che caratterizzano una produzione in Early Access.
La base è più che buona, gli spunti originali ci sono, i difetti pure: siamo molto curiosi di come verrà fuori il prodotto finito. Ma andiamo con ordine...

Il fascino dell'era hyboriana

Conan Exiles è ambientato nel mondo creato dalla penna di Robert E. Howard e poi ripreso da due film usciti diversi anni fa. Non lo nego: non ho mai letto nulla riguardante tutto ciò e non ho mai visto i film; probabilmente questo mi farà perdere parte del fascino del gioco stesso, ma anche da ignorante in materia riesco tranquillamente a capire se un mondo di gioco è ben costruito e affascinante, e quello di Conan Exiles lo è.
Fondamentalmente perché è un qualcosa di mai visto, affascinante e fortemente originale: grandissime distese di sabbia dove non vive nulla, intervallate da piccole oasi verdi e come contorno delle gigantesche costruzioni proveniente da qualche strana civiltà del passato… tutto ciò è semplicemente bello.

Oltre che molto gradevoli alla vista, le oasi verdi sono anche un ottimo terreno di caccia.

Grafica

Graficamente il titolo si difende bene: l’Unreal engine 4 è usato degnamente in quasi tutte le situazioni. Non c’è mai uno scorcio che ci farà gridare al miracolo visivo ma tutto risulta funzionale al tipo di gioco.
Stranamente anche l’ottimizzazione sembra buona visto e considerato che si parla di un titolo in early access. Con una gtx 770 e un i7 3820 vado dai 40 ai 70 fps su alto in quasi tutte le situazioni.
Nota negativa sono i pop-up di alcuni elementi di gioco, la distanza visiva molto ridotta per alcune costruzioni, e dei freeze quando si accede ad un area non ancora caricata.
Se fosse un gioco concluso queste magagne sarebbero dei gravi punti negativi ma in questo caso confido che gli sviluppatori sistemino questi problemi di ottimizzazione.

Primi passi e sopravvivenza

Partiamo però dalla prima cosa che ci viene presentata: la creazione del personaggio.
L’editor di creazione è abbastanza scarno ma direi funzionale, quasi tutti i personaggi creati sembrano realistici e non degli obrobri come quelli che si possono creare in altri survival del genere.
Le prime ore di gioco si passano a fare le più classiche delle azioni di un normalissimo survival: si raccoglie tutto ciò che si trova, si creano i primi vestiti, armi, casse, il primo focolare, per poi passare al nostro accampamento.
Un sistema abbastanza classico e collaudato reso abbastanza intuitivo da dei menù molto leggibili e facilmente navigabili.

Gli scontri con i cannibali indigeni saranno uno dei tanti pericolo in agguato.

La lingua di tutte le scritte è l’inglese, ma se anche non sapete una parola vi assicuro che basta veramente poco per capire cosa usare per craftare cosa.

L’insieme di tutte queste azioni può essere a volte interrotto da alcuni fattori esterni, quali la necessità di mangiare e bere o l’eventuale attacco di alcuni npc nemici.
Dopo pochi minuti di gioco però ci si rende conto di come tutti questi piccoli imprevisti siano facilmente evitabili e superabili.
L’intelligenza artificiale nemica è estremamente banale: se entriamo nel raggio di azione di una creatura questa ci corre incontro e ci attacca. Diventa quindi molto facile fuggire dai nemici o semplicemente evitarli.

Potenzialmente stando vicino a una pozza d’acqua e a dei cespugli e non avvicinandosi a nessun mostro potremmo sopravvivere per sempre. Il mondo di gioco è quindi, si ostile, ma anche facilmente ingannabile e sfruttabile, e i due parametri di fame e sete sono due fattori estremamente semplici da tenere sotto controllo: se le prime volte può essere interessante andare a cercarsi il cibo, alla lunga diventa quasi un azione meccanica e terribilmente noiosa.

Combat System

Ma anche stare fermi nello stesso luogo è assai ripetitivo, ed ecco dunque la spinta ad andare ad esplorare e confrontarsi con animali, mostri o altri esseri umani. Ma com'è il sistema di combattimento?
Sfortunatamente è quanto di più simile si possa immaginare ad uno Skyrim (e questo non è un complimento).
I nemici ci vedono, ci corrono incontro, si piazzano davanti a noi e iniziano a fare il loro attacco; noi di contro possiamo star davanti a loro e iniziare a mollare fendenti.
È tutto troppo semplice, forse addirittura ridicolo: non esistono schivate, non esistono contro attacchi, non è presente il concetto di colpo alle spalle, non è possibile essere stealth.
Unica nota di varietà in più sono gli scudi che permettono di pararci, e alcune armi che possono sbilanciare il nemico.

Il combattimento, pur rivestendo un ruolo fondamentale nel gioco, non eccelle in quanto a divertimento capace di generare.

In sostanza questo combat system non diverte e si riduce al continuare a premere lo stesso tasto finché il nemico davanti a noi non soccombe.

Graficamente uno scontro può apparire persino gradevole alla vista, ma il design delle armature dei nemici e l’abbondante sanguinamento rendono lo scontro difficilmente leggibile per chi sta giocando: una lancia nel collo scoperto di un nemico e un cospicuo sanguinamento ci farebbero intuire che sia morto, ma non è così. Ogni nemico ha la sua barra della vita (non visibile a noi), quando questa tocca lo zero lui si accascia.
È un tipo di combattimento molto basilare, spettacolarizzato da diversi effetti grafici gradevoli che però rendono confusionaria la lettura dello scontro.
In tal senso spero in un grande lavoro di miglioramento da parte degli sviluppatori.

Progressione e gameplay avanzato

Ogni azione nel gioco ci farà guadagnare punti esperienza. Questi ci faranno accrescere di livello e quindi aumentare alcune nostre abilità.
Raggiungere un nuovo livello ci permette anche di guadagnare dei punti spendibili per sbloccare nuovi oggetti.
Ancora una volta i menù risultano essere estremamente chiari; la cosa che sorprende è che scorrendo tra tutti gli oggetti sbloccabili si nota quanto siano numerosi e vari. Sbloccare tutto e costruire tutto richiederà moltissimo tempo.
Per quanto riguarda le fasi avanzate del gioco mi piacerebbe citare due aspetti veramente molto originali e interessanti, che costituiscono i veri punti di forza di questo titolo.

Schiavizzateli tutti!

Il primo è il fatto che gli NPC nemici possono essere storditi, legati e poi messi a lavorare come schiavi in certe strutture .

Uh guarda, uno schiavo pronto a lavorare alla costruzione della nostra dimora!

Questi dopo un numero di minuti passati a lavorare potranno essere trasformati in aiutanti.
Potremmo assegnare loro il ruolo di arciere, di guerriero, di fabbro, ecc...
Si tratta di una meccanica terribilmente interessante, tuttavia un po' rovinata (ancora una volta) dall’intelligenza artificiale basilare.
Gli aiutanti in difesa di un nostro accampamento devono essere reattivi e deve essere possibile dar loro degli ordini molto chiari e immediati, non possono essere fregati come noi freghiamo l'IA di qualsiasi altro NPC.
Inoltre, sempre l’intelligenza artificiale non prevede che dei nemici decidano di attaccare in massa un nostro avamposto, quindi schierare 20 arcieri sulle nostre mura può essere bello visivamente ma poco utile se poi questi poveretti non dovranno combattere contro nessuno; logicamente cambia tutto in multiplayer, dove si preannunciano scontri tanto epici quanto divertenti fra eserciti di giocatori avversari.

Guai a sottovalutare l'aspetto religioso di Conan Exiles!

60 secondi da Dio

Gli abitanti di queste terre desolate adorano tre divinità.
Attraverso la creazione di specifici altari e grazie a dei sacrifici umani è possibile ingraziarsi gli dei e avere la possibilità di evocarli.
L’evocazione di questi colossi dura solo 60 secondi, in questo lasso di tempo avremo pieno controllo sulla creatura e potremo utilizzarla per distruggere tutto quello che vediamo.
Ho avuto modo di testare tutte e tre le divinità e devo dire che i controlli risultano essere molto oleosi, la mira non è perfetta e gli attacchi sono lenti e goffi ma comunque distruttivi.
Penso che tutto questo sia una cosa voluta dagli sviluppatori stessi. Controllando un dio è difficile uccidere uno specifico player ma è facilissimo radere al suolo la città da lui creata.
Li vedo quindi come strumenti per buttare giù le mura nemiche in preparazione a un attacco piuttosto che come strumenti di morte per gli avversari.

Conclusioni

E' vero, ci sono alcuni contro in questo Conan Exiles, ma sono tutti facilmente sistemabili col tempo, e trovo incredibile come il gioco sia già così ricco e vario al lancio.
Gli sviluppatori stanno creando un gioco pensato in particolar modo per il multiplayer, il PvP, lo scontro tra clan, le grandi battaglie e il lavoro di gruppo.
L’esperienza ludica se affrontiamo il gioco con un bel gruppo di amici affiatati promette di essere grandiosa, o comunque in linea con altri esponenti quali per esempio Ark.
Tutto cambia se vogliamo affrontarlo come un gioco singleplayer PvE: in questo caso l’IA abbastanza scadente unita a una componente di sopravvivenza troppo permissiva ci mettono davanti ad un gioco semplice e abbastanza scontato sotto troppi aspetti.

Bando alle ciance: radunate un paio di amici e godetevi Conan Exiles in multiplayer!

La difficoltà nel sopravvivere, la tensione, la necessità di nascondersi e il desiderio di affrontare il nemico sono tutte caratteristiche che ora come ora si manifestano solo se davanti a noi c’è un giocatore in carne ed ossa e non un bot.

Se vi sono piaciuti giochi come Rust ed Ark, e avete modo di giocare in multy con altre persone, Conan Exiles promette incredibilmente bene.
Se invece preferite un The Forest o un Don’t Starve, dovete mettere in conto che questo gioco fa sì parte della grande categoria dei survival, ma è pensato in modo molto diverso.

La speranza è quella di vedere un costante lavoro di aggiornamento e aggiunta di nuove componenti, un attento lavoro di ottimizzazione e perché no un potenziamento dell’esperienza in solitaria.

P.S: ultima nota di merito al menù iniziale, alla possibilità di entrare in server PvE, PvP, role-play, ecc... già ben divisi tra loro, e per finire alla possibilità (non sempre scontata) di aprire una partita singleplayer con i comandi di amministratore e testare ogni arma, ogni oggetto e ogni nemico presente nel gioco.


Segue ora il video pubblicato sul nostro canale Youtube, nel caso vogliate vedere più da vicino il gameplay.


Immagini allegate:

La rubrica

Sguardi indiscreti ai giochi MMORPG in arrivo prossimamente sui nostri PC e console.

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